Da oltre 25 anni lavoriamo su un problema che non nasce dai mercati.
Nasce da ciò che accade all’investitore mentre i mercati seguono il loro corso.
Paura. Euforia. Incertezza. Aspettative.
Il desiderio di intervenire proprio quando sarebbe meglio non farlo.
La difficoltà di fare ciò che, a mente fredda, sembrava perfettamente ragionevole.
Per questo il nostro lavoro non parte dalla previsione dei mercati.
PARTE DAL COMPORTAMENTO.
La finanza comportamentale ci ha insegnato quanto le emozioni possano influenzare le decisioni. Noi abbiamo fatto il passaggio successivo:
TRASFORMARE QUESTA CONOSCENZA IN UN PROCESSO.
Un processo di consulenza che definisce prima obiettivi,
condizioni e comportamenti.
Prima che arrivi la paura.
Prima che arrivi l’euforia.
Prima che il mercato metta alla prova le decisioni prese.
Perché conoscere i meccanismi del comportamento è importante.
MA CONOSCERLI NON BASTA A GOVERNARLI.
Non costruiamo previsioni.
COSTRUIAMO CONDIZIONI.
Condizioni che aiutino l’investitore a prendere decisioni consapevoli e soprattutto a mantenerle nel tempo.
Perché i mercati possono generare performance.
Ma tra la performance generata dai mercati e quella
realmente vissuta dall’investitore esiste ancora uno spazio.
È lì che lavoriamo.
Da oltre 25 anni Skema Investment lavora su un principio semplice:
un percorso finanziario non deve essere sostenibile soltanto per il patrimonio.
Deve esserlo anche per la persona che dovrà attraversarlo.
Per questo il nostro lavoro parte dal processo.
Un processo che considera non soltanto gli investimenti, ma anche ciò che accade all’investitore quando arrivano paura, euforia e incertezza.
Oggi questo patrimonio di esperienza e di metodo ha preso il nome di Behavioral Alpha.
Skema Investment nasce da un’idea semplice.
Il patrimonio è fatto di strumenti finanziari.
Ma appartiene alle persone.
Le persone non vivono gli investimenti
dentro i grafici.
Li vivono nella propria vita.
Con le proprie aspettative.
Con i propri obiettivi.
Con le proprie paure.
Con la propria percezione del tempo,
del rischio e dei risultati.
Da oltre 25 anni abbiamo scelto di concentrare il nostro lavoro proprio su questo.
Non siamo una banca.
Non siamo una società di gestione.
Non raccogliamo né gestiamo denaro.
Non abbiamo rapporti commerciali con gestori o collocatori.
Skema Investment riunisce professionisti e commercialisti partner presenti sul territorio
nazionale e integra, quando necessario, l’attività di consulenti finanziari autonomi regolarmente iscritti all’Albo OCF.
La nostra storia nasce dall’esperienza di Franco Bulgarini, da oltre quarant’anni nel mondo degli investimenti.
Venticinque anni fa, insieme ai commercialisti partner di Synesis, ha fondato Skema Investment, che da allora applica un modello da lui ideato e sviluppato, fondato sui principi della finanza comportamentale e sulla disciplina del comportamento dell’investitore.
Quel modello oggi è Behavioral Alpha.
In questi anni abbiamo imparato una cosa fondamentale:
Il problema arriva quando le emozioni mettono alla prova ciò che avevamo deciso di fare.
Per questo abbiamo progressivamente spostato il centro della consulenza.
Perché crediamo che il valore della consulenza non si misuri soltanto nella capacità di scegliere un investimento.
Si misura anche — e soprattutto — nella capacità di aiutare l’investitore ad attraversare i momenti in cui quel percorso metterà alla prova le sue decisioni.
È una prospettiva diversa.
Ed è quella che abbiamo scelto oltre venticinque anni fa.
Non cerchiamo di prevedere cosa faranno i mercati.
Cerchiamo di definire prima cosa faremo noi quando determinate condizioni si verificheranno.
È una differenza fondamentale.
Perché quando arrivano paura, euforia o incertezza, decidere diventa molto più difficile.
Il nostro lavoro consiste quindi nel costruire insieme all’investitore un processo nel quale obiettivi, condizioni e comportamenti
siano definiti prima che le emozioni entrino nelle decisioni.
Prima degli strumenti vengono gli obiettivi.
Quanto capitale è realmente destinato
all’investimento di lungo termine?
Per ottenere quale risultato?
Quali oscillazioni saremo realmente disposti e capaci di
attraversare?
E soprattutto:
cosa faremo quando quelle oscillazioni arriveranno?
Non cerchiamo semplicemente di attribuire all’investitore un profilo. Cerchiamo di costruire
le condizioni perché possa affrontare consapevolmente il percorso che ha scelto.
Le decisioni più difficili non dovrebbero essere
prese nel momento più difficile.
Per questo il processo stabilisce prima
le condizioni che guideranno le decisioni
nel tempo.
Quando mantenere.
Quando consolidare.
Quando proteggere.
Non perché sappiamo cosa farà il mercato.
Ma proprio perché non lo sappiamo.
Il processo non elimina l’incertezza.
Riduce il potere che l’incertezza può esercitare sulle decisioni.
Gli strumenti finanziari sono importanti.
Ma vengono dopo. Sono solo una conseguenza.
Devono essere semplici, efficienti,
comprensibili e coerenti con il processo.
Non chiediamo loro di prevedere il futuro.
Chiediamo loro di permettere all’investitore di partecipare alle opportunità offerte dai mercati all’interno di condizioni definite
in anticipo.
Perché gli strumenti sono il mezzo.
NON IL PROCESSO.
Uno dei momenti più delicati per un investitore
non arriva necessariamente durante una perdita.
Può arrivare quando sta guadagnando.
L’euforia modifica le aspettative.
Ciò che ieri sembrava un ottimo risultato oggi può
improvvisamente sembrare insufficiente.
Per questo il consolidamento fa parte del processo.
Non significa necessariamente uscire dal mercato.
Significa trasformare progressivamente una parte
della performance ottenuta in qualcosa che non dipenda più dalla performance futura.
È creare una riserva che restituisca flessibilità al processo.
CONSOLIDARE NON È RINUNCIARE.
È CREARE FLESSIBILITÀ PER IL FUTURO.
Il nostro report non sostituisce il rendiconto
ufficiale della banca.
Fa un’altra cosa.
Rende visibile il percorso.
Quanto è stato investito.
Quanto è stato consolidato.
Dove siamo rispetto all’obiettivo.
Quali condizioni si sono verificate.
Quali decisioni sono state prese.
E quali decidiamo essere le prossime.
Perché un investitore non ha bisogno soltanto di sapere quanto vale oggi il proprio patrimonio.
Ha bisogno di capire perché oggi è composto in quel modo.
E ha bisogno di capire dove si trova nel processo.
Per noi il report non è semplicemente uno strumento di rendicontazione.
È PARTE DEL PROCESSO.
Il cliente comprende gli obiettivi.
Conosce le condizioni.
Partecipa alle decisioni.
E sa, prima, quali decisioni il processo prevede quando quelle condizioni si verificheranno.
Questo cambia profondamente il rapporto
con l’investimento.
Perché la partecipazione crea consapevolezza.
La consapevolezza crea fiducia.
E la fiducia rende più stabile il comportamento nel tempo.
Per questo il nostro obiettivo non è inseguire il massimo rendimento teoricamente possibile. È aiutare l’investitore a trasformare le opportunità offerte dai mercati in risultati che possa realmente vivere.
Attraverso un processo costruito prima. Condiviso. Comprensibile.
E capace di accompagnarlo quando le sue decisioni verranno messe alla prova.
Perché alla fine il rendimento che conta davvero non è soltanto quello generato dagli investimenti.
È QUELLO CHE L’INVESTITORE RIESCE A PORTARE A CASA.
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